Come stanno i minori? Il primo Rapporto sulla povertà educativa minorile in Italia

La presenza di asili nido e servizi per la prima infanzia, la diffusione di biblioteche e palestre scolastiche, lo stato di sicurezza e la raggiungibilità delle scuole: sono alcuni dei temi approfonditi dal primo Rapporto sulla povertà educativa, promosso dall’impresa sociale Con i Bambini con l’obiettivo di fotografare la diffusione della povertà educativa minorile in Italia.

In Italia i minori tra 0 e 2 anni sono 1.5 milioni, il 2,5% dell’intera popolazione. Palermo (2,8%), Catania (2,76%) e Napoli (2,65%) sono le tre città con la più alta presenza di bambini sotto i tre anni. Oltre l’11% della popolazione italiana è invece costituito da minori tra i 6 e i 17 anni, corrispondente a 6.8 milioni tra bambini e adolescenti. Tra i centri di medie dimensioni, le città della Campania si aggiudicano il primato per la più alta concentrazione di minori in questa fascia d’età.

Guardando ai servizi per i minori in Italia (asili, scuole, biblioteche, palestre scolastiche) sono due le tendenze principali: la spaccatura tra Nord e Sud e l’isolamento dei comuni montani. Le città meridionali infatti hanno una presenza maggiore di minori, ma possiedono la più alta carenza di servizi per l’infanzia e per gli studenti mentre i comuni di montagna sono quelli in cui è più difficile l’accesso ai servizi scolastici e agli asili.

Sono questi alcuni dei dati che emergono dal Rapporto sulla povertà educativa condotto da Con i Bambini e curato da DEPP – Data, Engagement, Platforms, Politics. L’iniziativa nasce con lo scopo di promuovere il dibattito e favorire le proposte di intervento su questo fenomeno causato dalle cattive condizioni economiche ma anche dall’isolamento e dalla carenza di servizi e di opportunità educative.

Una delle novità che contraddistingue lo studio di Con i bambini rispetto a quelli realizzati fino ad ora è l’utilizzo di banche dati comunali, che ha permesso di inquadrare il fenomeno non solo a livello regionale ma nei singoli territori. La presenza di asili nido e servizi per la prima infanzia, la diffusione delle biblioteche, la presenza di palestre nelle scuole, lo stato degli istituti scolastici sono alcuni dei temi principali che vengono considerati nel Rapporto.

I servizi per l’infanzia

Rispetto ai dati europei, l’Italia si attesta in media al 22% per la presenza di servizi dedicati alla prima infanzia, anche se secondo i risultati della ricerca il divario tra Nord e Sud del Paese è evidente. Il livello dell’offerta è inferiore nei comuni a basso reddito, così come nei comuni rurali, montani, e in molte aree del Mezzogiorno, a partire dalle città maggiori, che registrano anche il numero più alto di utenza. Non mancano però alcuni esempi positivi: tra i comuni del Sud, Ragusa è infatti al di sopra della media europea per la presenza degli asili.

Le palestre nelle scuole e le biblioteche comunali

Per quanto riguarda gli istituti scolastici dotati di palestre, gli alunni che frequentano scuole con almeno una palestra superano il 75% in Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Abruzzo, Puglia, mentre in Veneto, Calabria e Campania meno del 30% degli studenti frequenta una scuola attrezzata. Tra i comuni con la quota più alta di impianti sportivi negli istituti spiccano Torino, Firenze e Prato.

I servizi culturali sono un altro focus della ricerca: le due regioni italiane più piccole, Val D’Aosta e Molise, si distinguono per la diffusione di biblioteche in rapporto al numero di minori sopra i 6 anni. La Puglia invece è all’ultimo posto, con Bari e Taranto rispettivamente terzultima e penultima nella classifica a livello comunale.

Scuola e sicurezza

La sicurezza nelle scuole è un altro tema fondamentale indagato dallo studio: circa il 73% delle scuole si trova in zone con rischio sismico. La Basilicata è la regione con il più alto numero di alunni (quasi il 40%) in zone a elevato grado di sismicità.

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