L’era dei big data: che futuro ci aspetta?

Nel quinto appuntamento di Segnavie, con il fisico Mario Rasetti abbiamo parlato di big data e di come il loro sviluppo sta trasformando profondamente la nostra realtà. Cosa ci aspetta? Te lo raccontiamo qui.

Sulla Terra siamo 7,3 miliardi di persone. Di queste circa 5,1 miliardi possiedono uno smartphone. Mentre il numero di utenti di internet ammonta a circa 2,5 miliardi di persone. E nei prossimi 7-10 anni 3 miliardi di persone in più vi avranno accesso. Insieme a noi saranno in rete circa 150 miliardi di dispositivi, 20 volte il numero degli esseri umani. Numeri impressionanti.

Quella descritta dal professor Rasetti durante il quinto incontro di Segnavie, intitolato “Big data. Si può sapere tutto di tutti: potenzialità o minaccia?“, ha tutta l’aria di essere una rivoluzione. Senza dubbio è un fenomeno di cui è necessario comprendere la portata, per gli effetti che avrà sulle nostre vite.

L’era dei big data

Partiamo dalla connettività. Rispetto a una o due generazioni fa, oggi interagiamo con un numero molto più grande di persone. Aumenta la connettività e cambia la comunicazione tra gli esseri umani, che con smarphone, pc e tablet diventano umani con protesi elettroniche.

I big data stanno trasformando profondamente la nostra realtà: da come acquisiamo le informazioni, al modo in cui interagiamo tra di noi, fino al nostro sistema di valori.

— Mario Rasetti

Avete mai provato a chiedere a un adolescente quante persone conosce e quanti amici ha? Potrebbe rispondervi 500 o 1.000, a seconda dei suoi collegamenti su Instagram o su Facebook. Secondo Rasetti dunque siamo umani in modo diverso da come lo erano i nostri nonni e i nostri genitori.

Siamo umani estesi con delle protesi elettroniche.

— Mario Rasetti

In questo contesto la scienza ha il compito di capire che dimensioni hanno i dati e come riuscire a gestirli. Quanti sono questi dati? Tanti – dice Rasetti – e in continuo incremento. Immaginate il libro con più pagine che vi viene in mente: ad esempio, Guerra e Pace. È proprio questa l’unità di misura:

Nel 2017 abbiamo prodotto e scambiato un numero di byte pari a scrivere 340 miliardi di volte Guerra e Pace.

— Mario Rasetti

Potenzialità o minaccia?

Il processo sembra inarrestabile, che ci piaccia o meno. Resta però aperta una domanda: i big data solo un bene o un male? La visione che ha presentato il professore va al di là della scienza e della fisica. Tocca temi propri della filosofia e dell’etica.

A breve, secondo Rasetti, tutto lo scibile umano sarà a disposizione di circa 3 miliardi di persone. Questo aspetto è sicuramente una potenzialità. È anche vero però che di questi 3 miliardi di persone 1,2 saranno analfabeti funzionali o analfabeti veri e propri. La minaccia si nasconde qui: Internet nasce per fornirci informazioni, ma spesso viene usato per spingerci a diventare dei consumatori. Quello che si apre è un problema di tipo etico.

Per il futuro l’aspetto più importante sarà proprio controllare questo fenomeno con l’obiettivo di tutelare la democrazia, la salute, la cultura della solidarietà… la grande sfida che ci viene posta di fronte è mettere la tecnologia al servizio delle persone.

Il “sogno” del professor Rasetti? Riuscire a usare la connettività che le protesi tecnologiche offrono per mettere in rete quelle straordinarie “macchine” che sono i nostri cervelli – e che ad oggi nessun computer è in grado di eguagliare – per realizzare il bene della nostra specie.

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