Cultura e bellezza per riconfigurare il carcere

La nostra Fondazione parteciperà alla seconda edizione del progetto Per aspera ad astra. L’obiettivo? Trasformare il tempo della detenzione in un’occasione di apprendimento. Ecco come.

Per aspera ad astra. Un’espressione latina che, letteralmente, significa: “attraverso le asperità fino alle stelle“. Molto probabilmente questa frase deriva dalla mitologia greca; un mondo popolato di eroi che, per essere tali, dovevano compiere una serie di imprese faticose e difficili.

I protagonisti dell’iniziativa che stiamo per raccontarvi però non sono eroi. Sono persone che hanno commesso uno sbaglio, talvolta grande, che ora stanno pagando con la privazione della libertà.

Oggi vivono tra le mura di una cella, ma “domani” molti di loro lasceranno questo spazio per rientrare nella società.

La sfida più grande per queste persone è trasformare il tempo della detenzione – un tempo vuoto, pesante – in un’occasione di riscatto, in cui maturare competenze fondamentali per poter tornare ad essere cittadini attivi.

Formare attraverso il teatro

Una sfida che la nostra Fondazione ha scelto di accogliere, sostenendo con 50.000 euro la seconda edizione del progetto Per aspera ad astra: riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza.

L’iniziativa – promossa da Acri – ha come obiettivo formare e rieducare i detenuti attraverso l’attività teatrale.

La prima edizione, inaugurata a maggio 2018 e conclusasi lo scorso marzo, ha permesso di realizzare 6 percorsi in altrettante Case Circondariali: a Milano, Modena, Castelfranco Emilia, Palermo, Torino e La Spezia.

Le attività sono state realizzate da associazioni teatrali operanti nei territori coinvolti, grazie al coordinamento della Compagnia Teatrale della Fortezza, attiva dal 1988 presso la Casa di Reclusione di Volterra.

Gli strumenti utilizzati sono principalmente due:

  • corsi di formazione professionale (percorsi di attività teatrali e spettacoli) rivolti ai detenuti;
  • meeting e workshop intensivi rivolti a operatori artistici e sociali, al personale direttivo delle carceri e al personale di polizia penitenziaria.

Il contributo della nostra Fondazione permetterà all’associazione rodigina Teatro del Lemming di portare il progetto all’interno del carcere di Rovigo.