La nostra idea di cultura non si ferma al box office

Mostre d’arte, attività di valorizzazione e tutela dei beni comuni, ma anche conferenze, rassegne di musica, teatro e danza: promuoviamo opportunità culturali per incrementare le passioni di tutti.

Le idee racchiuse in se stesse s’inaridiscono e si spengono. Solo se circolano e si mescolano, vivono, fanno vivere, si alimentano le une con le altre e contribuiscono alla vita comune, cioè alla cultura. Il pensiero è di Gustavo Zagrebelsky, giurista, ex Presidente della Corte Costituzionale.

In sintonia con questa opinione, la nostra Fondazione è da sempre impegnata nel promuovere un’offerta culturale ricca e articolata, capace di favorire pluralismo e crescita delle conoscenze tra le persone, ma anche occasioni di sviluppo per l’intero tessuto economico del territorio.

Oltre al bando Culturalmente, aperto alle idee e ai progetti delle associazioni culturali locali, eccovi un breve vademecum delle iniziative di esposizioni ed eventi che promuoviamo sia a Padova che a Rovigo per portare bellezza, emozioni, occasioni di approfondimento e nuovi saperi nella vita di tutti.

A Palazzo Roverella l’arte è di casa

Lo splendido edificio rinascimentale nel cuore di Rovigo, oltre ad essere sede della prestigiosa Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi, è la cornice delle mostre temporanee che promuoviamo e organizziamo in collaborazione con il Comune di Rovigo e la stessa Accademia, offrendo un ampio ventaglio di indagini ed espressività artistiche, dai linguaggi pittorici del passato a quelli della modernità, dalla fotografia all’illustrazione per l’infanzia.

Mostre di respiro nazionale, come ad esempio “I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia“, una grande avventura artistica che ha conquistato gli occhi di ben 37.000 visitatori, oltre che giudizi positivi da parte di critici ed esperti d’arte.

Ultimata quest’esplosione di colori dei grandi pittori di fine ‘800 e primi del ‘900, abbiamo fatto spazio al bianco e nero della ricerca fotografica di Pietro Donzelli. Terra senz’ombra, infatti, è stata l’occasione per scoprire gli sguardi e gli scatti che il fotografo milanese ha dedicato ai territori e alla gente del Delta del Po, un’indagine a tutto tondo tra la pianura e il mare, la natura e l’uomo, in una narrazione composta tra il 1953 e il 1961.

Monaco, Vienna, Praga e Roma invece, vi aspettano fino al 18 gennaio per un affascinante viaggio alla scoperta delle ardite sperimentazioni e del fermento di una stagione artistica senza precedenti. La mostra Secessioni europee. L’onda della modernità vi farà scoprire le accese vicende artistiche che hanno animato le capitali europee a cavallo tra ‘800 e ‘900.

Oltre alla mostra “Secessioni Europee”, con lo stesso biglietto d’ingresso è possibile visitare gratuitamente anche la Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi: un vero e proprio gioiello rodigino che racchiude le tele di pittori che hanno segnato la storia dell’arte come Giovanni Bellini, Tiziano, Dosso Dossi, Jacopo Tintoretto, Palma il Giovane e Giambattista Tiepolo e temporaneamente ospitata a Palazzo Roncale.

Palazzo del Monte di Pietà: apriamo le porte di “casa” all’arte

Dal 18 novembre 2017 al 18 marzo 2018, Palazzo del Monte di Pietà – sede padovana della nostra Fondazione (un po’ la nostra “casa”…) – ospiterà la mostra “Rivoluzione Galileo. L’arte incontra la scienza”. Organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, l’esposizione racconterà per la prima volta la figura complessiva e il ruolo di uno dei massimi protagonisti del mito italiano ed europeo.

Lo farà riunendo preziosi e antichi strumenti astronomicimanoscritti e testi dell’opera, celebri opere d’arte, a partire dagli splendidi acquerelli e schizzi dello stesso Galileo, che mostrano la sua altissima qualità di disegnatore.

Oltre al padre del metodo sperimentale che segnò il passaggio dall’astrologia all’astronomia, infatti, la mostra renderà omaggio anche alle altre sfaccettature di Galileo: il letterato esaltato da Foscolo, Leopardi, Pirandello, Ungaretti, De Sanctis e Calvino, il virtuoso musicista, l’artista celebrato da Panofsky, l’imprenditore che si occupava di cannocchiali, microscopi e compassi, lo studioso di viticoltura con un debole per il vino dei Colli Euganei.

Gli incontri di Segnavie allargano gli orizzonti

C’è chi ama guardare e ammirare le abilità artistiche altrui, e chi invece preferisce ascoltare, dialogare e confrontarsi. A tutti loro dedichiamo Segnavie, un ciclo di conferenze gratuite avviato nel 2010 che porta a Padova alcune tra le più interessanti voci di studiosi e intellettuali del panorama nazionale e internazionale, stimolando così la riflessione e il dibattito attorno a più tematiche della contemporaneità.

Neuroscienziati, matematici, filosofi, economisti, espongono i più attuali modelli di pensiero, sempre più essenziali per comprendere con consapevolezza l’evoluzione del mondo nel quale viviamo.

Prendete nota, è tornata Musikè

Giunta alla sua sesta edizione, la nostra rassegna di musica, teatro e danza quest’anno ha preso il via l’8 maggio con uno spettacolo in prima nazionale: “Nessuna pietà per l’arbitro” del Centro Teatrale MaMiMò, per la regia di Emanuele Aldrovandi. Una pièce che attraverso la metafora della partita di basket rilegge la Costituzione italiana, ideata espressamente per Musikè anche in vista di un coinvolgimento degli studenti delle scuole superiori, ai quali infatti è stata riservata una recita mattutina.

La rassegna, che si chiuderà il 28 novembre con “Lettera a mio padre”, un recital tratto dalla Lettera al padre di Franz Kafka con Ugo Pagliai e il Quartetto Prometeo, attualmente il più richiesto tra i giovani quartetti d’archi italiani, offre un vero e proprio dialogo tra le diversi arti del palcoscenico. Ben 12 appuntamenti, tutti ad ingresso gratuito, che trovano spazio nei teatri di Padova, Rovigo e in quelli dei centri più piccoli, con l’obbiettivo di dar modo ad un ampio pubblico di assistere a spettacoli di qualità e valore.

Detto questo, invitandovi a partecipare alle nostre iniziative, vi lasciamo con un’altra riflessione. Questa volta è di Albert Einstein: La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza. Non saremo dei geni, ma anche in questo caso la pensiamo proprio come lui. E voi?