Con Funder35 la cultura si fa impresa

La cultura oggi richiede sempre più di essere declinata in un’ottica imprenditoriale. Ecco come un’associazione culturale padovana, La Mela di Newton, sta cogliendo i frutti del bando promosso da 18 Fondazioni, tra cui la nostra.

«Cosa vuoi fare da grande?». Quante volte ci hanno fatto questa domanda, e quante altre l’abbiamo posta noi stessi a qualche ragazzo… Eppure, se la risposta data non rientra tra le professioni più usuali ed è invece «Voglio fare la regista» o l’attore, il musicista, la scrittrice e così via, beh, ammettiamolo: chi di noi non esprime, magari solo tra sé e sé, qualche perplessità a riguardo, prospettandosi già un “futuro da fame”?

L’idea che la cultura non generi stabilità economica, invece, è un mito da sfatare. Perché la cultura fa bene all’economia e l’economia fa bene al patrimonio culturale. Lo dimostrano i dati. Per esempio quelli del Rapporto Symbola Io sono cultura 2018, studio che annualmente quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale, monitorando il sistema produttivo culturale italiano in tutte le sue molteplici forme.

Le cifre dell’ultima edizione sono queste: il Sistema Produttivo Culturale e Creativo dà lavoro a più di 1,5 milioni di persone, il 6,1% del totale degli occupati in Italia. Un dato in crescita rispetto allo scorso anno: +1,6%. Un risultato perfino superiore alla dinamica del complesso dell’economia (+1,1%).

Tutto bene, dunque, per un giovane che ha deciso di “vivere con la cultura”? Sì e no.
Nel senso che lo stato attuale delle associazioni culturali giovanili è ancora caratterizzato da una forte fragilità strutturale e operativa che, rendendole dipendenti da sovvenzioni pubbliche o private, lega la loro esistenza al ciclo di vita dei progetti per i quali ricevono gli occasionali finanziamenti.

Per favorire un cambio di rotta e consentire di innescare processi in grado di garantire alle organizzazioni culturali non profit un’attività più consolidata e costante, evitandone la volatilità, siamo presenti tra le associazioni culturali non profit gestite da giovani con il bando Funder35.

Una precisazione d’obbligo: il bando non è finalizzato alla creazione di start-up, ma vuole per l’appunto rendere più solide e stabili le imprese culturali già avviate, permettendo loro di adottare nuove strategie orientate a una maggiore qualificazione delle proprie componenti produttive e gestionali.

L’esperienza di un’associazione padovana

Simone Fogliata dell’associazione La Mela di Netwon di Padova ha partecipato a Funder35 nel 2012, anno della prima edizione del bando.
Ci dà appuntamento all’Anfiteatro del Venda, un palcoscenico naturale con un panorama mozzafiato nel cuore dei Colli Euganei, dove ci racconta com’è andata la loro esperienza.

«La nostra associazione è nata a Padova nel 2009» ci dice tenendo contemporaneamente sott’occhio gli ultimi preparativi in corso per l’allestimento dello spettacolo che sta per andare in scena. «Agli esordi organizzavamo per lo più concerti acustici, spesso chitarra e voce. Portavamo in città musicisti provenienti anche da circuiti internazionali e nei periodi estivi realizzavamo rassegne all’aperto. La musica era il nostro interesse principale, anche perché nasceva dalla passione personale di ognuno di noi. Ma allo stesso tempo ci rendevamo conto che per continuare a portare avanti la nostra idea di offerta musicale, era necessario fare qualcosa di più».

Così decidono di elaborare il progetto “Stacca la spina!” con il quale partecipano, e soprattutto vincono, il bando nazionale. Il loro obbiettivo principale? Attivare collaborazioni stabili con altri soggetti operanti sul territorio per diversificare e ampliare l’offerta culturale della loro associazione e, di conseguenza, provocare un maggiore impatto a livello locale.

L’idea “vincente” di Simone e degli altri componenti de La Mela di Netwon, detto più concretamente, è stata quella di proporre soluzioni a budget sostenibile per i piccoli e medi Comuni della provincia di Padova creando una struttura operativa in forma di agenzia dedicata alla progettazione, produzione e promozione di eventi musicali site-specific. Ovvero sia rassegne che spettacoli pensati per essere inseriti in maniera armonica in specifici paesaggi, proprio come quello che sta per essere rappresentato nell’Anfiteatro del Monte Venda di Galzignano.

Un’offerta culturale tra luoghi reali e canali virtuali

La rappresentazione teatrale in questione è “Viaggio al Termine della Notte” con Elio Germano e Teho Teardo, liberamente tratta dal romanzo a sfondo autobiografico di Louis Ferdinand Céline. Uno dei romanzi più significativi del ‘900, senza dubbio. Ma anche un testo focalizzato su concetti come guerra, razzismo e violenza, che la partitura inedita di Teardo e la recitazione dai toni sussurrati o arrabbiati di Germano trasferiscono in uno spettacolo denso e impegnativo.

Leggerezza? Neanche a parlarne. Dati i temi trattati per altro purtroppo ancora attuali, lo spettacolo è di quelli che inducono più alla riflessione che al semplice desiderio di trascorrere senza pensieri una notte sognante di mezza estate… In ogni caso i riscontri ottenuti vanno a favore della serata nella sua totalità, dalla scelta della location stra-suggestiva alla messa in scena vera e propria. Stando infatti ai dati dell’evento pubblicato e veicolato in Facebook, le persone che hanno segnalato il loro interesse sono state 3248 e gli spettatori 398.

«Proponiamo i nostri spettacoli solo nell’on-line» ci conferma Simone «attraverso siti dedicati o pagine sui social network. Non inviamo nemmeno comunicati stampa ai giornali perché la fascia del pubblico al quale ci rivolgiamo utilizza prevalentemente il web come canale di informazione».
Insomma, par di capire che con Funder35 la musica sia proprio cambiata per La Mela di Netwon: da un’offerta che contempla non più esclusivamente compositori e musicisti, alle modalità di interazione digitale con gli spettatori.

Organizzare e gestire a regola d’arte: l’importanza del management per gli operatori culturali

Oltre ad un contributo finanziario, il bando offre quanto è più utile a un’associazione culturale che vuole evolvere in “impresa culturale creativa”: un percorso di accompagnamento nelle attività di progettazione, ricerca, formazione sul management, l’economia e le politiche della cultura. Lo realizza ad hoc la Fondazione Fitzcarraldo, centro indipendente che contribuisce allo sviluppo, alla diffusione ed alla promozione dell’innovazione e della sperimentazione in più campi culturali.

FUNDER35

FUNDER35 è un fondo rivolto alle imprese culturali giovanili nato nel 2012 in seno alla Commissione per le Attività e i Beni Culturali dell’ACRI e sostenuto da più fondazioni di origine bancaria, tra le quali la nostra.
L’obiettivo è accompagnare giovani organizzazioni senza scopo di lucro (imprese sociali, cooperative sociali, associazioni culturali, onlus, fondazioni, ecc), impegnate nell’ambito della produzione artistica/creativa nell’acquisizione di modelli gestionali e di produzione in grado di garantirne un migliore posizionamento sul mercato, maggiore efficienza e sostenibilità.

A bando vinto e percorso concluso, cosa ha significato per La Mela di Newton la partecipazione a Funder35? Prima di lasciare la parola allo stesso Simone, un’ultima nota: negli scorsi anni, sempre nella stessa location, l’associazione ha organizzato un festival che ha proposto band italiane ed internazionali di musica indipendente. Il nome di questa rassegna immersa nel verde e a pochi centimetri dal cielo? “Just like heaven”, proprio come il paradiso… Solo il titolo della canzone dei Cure o qualcosa di più?