Al via “Per Aspera ad Astra”, il progetto che trasforma il carcere attraverso la cultura e la bellezza. L’Obiettivo è quello di trasformare il tempo della detenzione in un’occasione di apprendimento

È partita pochi giorni fa la seconda edizione del progetto Per Aspera ad Astracome riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”, promosso dall’Acri (Associazione che riunisce le Fondazioni di origine bancaria), capofila del progetto e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo insieme ad altre 10 Fondazioni di origine bancaria.

Per Aspera ad Astra (letteralmente “attraverso le asperità fino alle stelle“) ha come obiettivo formare e rieducare i detenuti per il loro reinserimento nel mondo esterno attraverso l’attività teatrale; persone che oggi vivono tra le mura di una cella, ma un domani lasceranno questo spazio per rientrare nella società.

Trasformare il tempo della detenzione – un tempo vuoto, pesante – in un’occasione di riscatto, in cui maturare competenze fondamentali per poter tornare ad essere cittadini attivi. Una sfida che Fondazione ha scelto di accogliere con un sostegno di 50.000 euro. Esso permetterà all’associazione rodigina Teatro del Lemming di portare il progetto all’interno del carcere di Rovigo. In ambito nazionale, tutte le attività vengono realizzate da associazioni teatrali operanti nei territori, con il coordinamento della Compagnia Teatrale della Fortezza, attiva dal 1988 presso la Casa di Reclusione di Volterra.

Gli strumenti utilizzati dalle associazioni teatrali sono principalmente due:

  • corsi di formazione professionale (percorsi di attività teatrali e spettacoli) rivolti ai detenuti;
  • meeting e workshop intensivi rivolti a operatori artistici e sociali, al personale direttivo delle carceri e al personale di polizia penitenziaria.

La seconda edizione del progetto vanta un raddoppio del numero delle Fondazioni coinvolte (e di conseguenza dei territori raggiunti) rispetto alla prima edizione. La prima edizione, inaugurata a maggio 2018 e conclusasi lo scorso marzo, ha permesso di realizzare 6 percorsi in altrettante Case Circondariali: a Milano, Modena, Castelfranco Emilia, Palermo, Torino e La Spezia.

Padova, 7 agosto 2019

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