Daniele Novara: riprendiamoci il gusto di educare!

Nel sesto incontro di Segnavie 2018, Daniele Novara – tra i più noti pedagogisti italiani – ha suggerito una strada per riappropriarci del gusto di educare. Quale? Te la raccontiamo qui. 

Quando ci siamo seduti intorno a un tavolo per progettare l’ottava edizione di Segnavie, immaginavamo che il tema dell’educazione avrebbe attratto curiosità e consensi. Ma ne ignoravamo la portata.

A giudicare dall’accoglienza – carica di partecipazione ed emozioni – che Padova ha riservato al pedagogista Daniele Novara, l’educazione è senza dubbio uno dei temi caldi dei tempi, mutevoli e complessi, che stiamo attraversando.

L’ospite del sesto incontro di Segnavie 2018 – intitolato Cosa sta accadendo ai nostri bambini? Come tornare alla relazione educativa –  ha catturato l’attenzione delle quasi 400 persone che hanno riempito il Piccolo Teatro Don Bosco.

Ed è stato subito chiaro che la domanda a cui rispondere non era “cosa sta accadendo ai nostri bambini?”, ma “cosa sta accadendo a noi adulti?“.

Ad ogni generazione la sua ossessione

Storicamente gli adulti hanno sempre cercato ossessivamente qualcosa nei bambini: le tonsille, le adenoidi, i piedi piatti, l’appendice infiammata o i denti storti.

Ogni generazione di bambini viene presa di mira per qualcosa.

— Daniele Novara

Oggi si cercano i disturbi neuropsichiatrici infantili. L’aumento è vertiginoso, ma i conti non tornano.

I numeri della neuro-mania

Per dare una misura oggettiva dell’aumento spropositato di diagnosi neuropsichiatriche nella scuola italiana, a Segnavie Novara ha presentato alcuni numeri:

1) i dati forniti dal MIUR e dall’ISTAT dicono che nelle scuole italiane il numero degli alunni disabili (legge 104, i DSA sono dunque esclusi altrimenti il dato sarebbe ancora più consistente) è raddoppiato in 15 anni;

Fonte: Centro Pedagogico per l’Educazione e la Gestione di Conflitti

 

2) i dati relativi all’aumento esponenziale degli insegnanti di sostegno;

Fonte: Centro Pedagogico per l’Educazione e la Gestione di Conflitti

 

3) i dati, relativi al Comune di Milano, che documentano la crescita della voce di spesa relativa all’assistenza agli alunni disabili;

4) i dati sanitari delle ASL dell’Emilia Romagna, che guardano questo incremento da un’altra prospettiva: in sei anni lo spettro autistico (o, meglio, il numero di diagnosi di spettro autistico) è aumentato del 67,1%.

Fonte: Centro Pedagogico per l’Educazione e la Gestione di Conflitti

 

Questi dati mostrano come il denaro si sia spostato dai temi educativi all’assistenza. Si preferisce dunque investire risorse a valle anziché a monte: “uno spreco terribile“, afferma Novara.

La certificazione fa comodo. In questo modo non sei tu che devi assumerti la responsabilità educativa, ma è il bambino che non funziona.

— Daniele Novara

Riprendiamoci il gusto di educare

Prima di cercare presunte malattie neurologiche, psichiatriche ed emotive nei bambini e nei ragazzi, secondo il pedagogista dovremmo avere il buon senso di verificare se l’educazione che ricevono corrisponde ai bisogni della loro crescita, età per età.

Oggi la scuola e la famiglia sembrano arrendersi di fronte alle difficoltà dell’infanzia e dell’adolescenza.

La scorciatoia più semplice e immediata consiste nel consegnare figli e alunni a psichiatri e neuropsichiatri.

— Daniele Novara

L’invito che Novara rivolge a genitori e insegnanti è a riprendersi il gusto di educare. Tra il genitore-padrone di una volta e il genitore-peluche di oggi, c’è una via di mezzo. Come si fa a trovarla?

Recuperare i basilari educativi

Per ristabilire le basi educative, Novara propone alcuni semplici principi da seguire:

  1. mantenere la giusta distanza educativa in relazione all’età dei figli;
  2. facilitare le autonomie (in bagno da solo, la paghetta…);
  3. alimentare il gioco di squadra fra i genitori: la comunicazione fra papà e mamma per compiere le mosse giuste è più importante di tante parole spese con i figli, che il più delle volte creano solo confusione. Saper comunicare tra genitori e concordare le decisioni educative da prendere genera sicurezza e tranquillità anche nei figli;
  4. dare regole chiare: le regole stabilite con chiarezza – negoziate con gli adolescenti e indicate con precisione ai bambini – creano fiducia e stabilità (esempi: orario per andare a letto e pisolino, uso delle tecnologie, paghetta, igiene personale, cena senza TV…).

Sono convinto che il modo più efficace per affrontare le problematiche di bambini e ragazzi sia l’educazione. L’educazione crede nelle potenzialità. L’educazione guarda al bicchiere mezzo pieno e organizza strumenti e processi con l’obiettivo di stimolare, favorire, sostenere l’apprendimento.

— Daniele Novara

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