Successo per la mostra “Arte e Magia”. A marzo arriva la mostra sulle Giostre

Arte e Magia
Il fascino dell’esoterismo in Europa
Rovigo, Palazzo Roverella
29 settembre 2018 – 27 gennaio 2019

Mostra a cura di Francesco Parisi

“Arte e Magia”, sfiora i 40 mila visitatori.
E’ una delle mostre più visitate della storia rodigina.
A marzo, il sipario si alza sulle giostre.

Con un traguardo finale di quasi 40.000 visitatori, “Arte e Magia” si è conquistata un posto di primissima fila nella ormai più che decennale storia delle grandi mostre di Palazzo Roverella. Con “Arte e Magia” si sono concluse anche le due esposizioni parallele: la sezione archeologica della Pinacoteca dei Concordi, nello stesso Roverella, e la quadreria che si è potuta ammirare a Palazzo Roncale. Assommando i biglietti delle proposte al Roverella e al Roncale, il numero dei visitatori sale a 44.000.

Le mostre si confermano essere ancora una volta dei grandi attrattori anche per le scuole: il numero di studenti che ha partecipato ai laboratori e assistito alle visite guidate di “Arte e Magia” si è avvicinato a 10.000, di cui oltre 8.500 provenienti dalle province di Padova e Rovigo.

Ad ammirare “Arte e Magiaè stato – afferma il Presidente della Fondazione professor Gilberto Muraro – un pubblico estremamente variegato, con una componente molto importane di appassionati del settore, che per la mostra sono arrivati a Rovigo anche dall’estero. Il tema è certo di grande fascino e nessuna esposizione lo aveva sino ad oggi declinato nei suoi sviluppi tra Ottocento e primissimi decenni del Novecento”.

Per questa originalità, il catalogo è già inserito nelle biblioteche di molte istituzioni culturali anche all’estero. Proposto il bilancio delle mostre della precedente stagione, è consuetudine della Fondazione annunciare l’evento che il Roverella proporrà per l’imminente, nuova stagione espositiva.

A firmarlo sarà, ancora una volta Roberta Valtorta, la studiosa milanese che ha già curato al Roverella, nella primavera del 2017, “Terra senz’ombra. Il Delta del Po negli anni Cinquanta”, l’ampia retrospettiva delle immagini che il fotografo Pietro Donzelli ha dedicato al Polesine. Completamente dedicata alla fantasiosa iconografia delle giostre, questa nuova mostra, sfaccettata e divertente, vuole suscitare nel pubblico un vero e proprio effetto-giostra, tra il gioco più semplice e genuino che rimanda all’infanzia e la riflessione sulla vita, sul tempo che passa, sul mondo che gira, sul destino.

A proporla, dal 23 marzo al 30 giugno 2019, è naturalmente la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo insieme al Comune di Rovigo e all’Accademia dei Concordi. Per essa Roberta Valtorta sta lavorando con la collaborazione di Mario Finazzi per il percorso riservato alla pittura, e di Dario Cimorelli per la parte dedicata ai giocattoli.

Il Polesine”, anticipa il Presidente della Fondazione, professor Gilberto Muraro, “è da sempre terra di giostre e giostrai. Qui, e in particolare nel territorio di Bergantino, vengono realizzate giostre destinate ai parchi di divertimento e agli spettacoli viaggianti di tutto il mondo. Ed è con il Museo della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino che questa nostra mostra idealmente si coniuga. In una unione complementare: il Museo indaga il passato di una grande tradizione. La mostra legge il tema della giostra in chiave soprattutto sociale, affidandosi a grandi fotografi e a grandi artisti che l’hanno declinato nelle loro opere”.

In mostra, infatti, vengono proposte immagini di giostre grandi e piccole, così come sono state raffigurate soprattutto in fotografia, ma anche in pittura, grafica, nei numerosissimi giocattoli, nei modellini, fino ai carillon. Presenti anche “pezzi” di antiche giostre come organi e cavalli di legno.

La struttura della giostra è stata infatti ampiamente rappresentata in mille forme di straordinari giocattoli meccanici per bambini ma anche per adulti, talvolta carillon, altre volte orologi e soprammobili, divenuti nel tempo oggetto di collezionismo. L’ampia sezione di fotografie comprende opere di più di sessanta importanti fotografi dall’Ottocento a oggi. Tra questi, le immagini ottocentesche di Celestino Degoix e di Arnoux; quella della Parigi dell’inizio del Novecento di Eugène Atget e dei Frères Seeberger; le fotografie degli anni Quaranta- Sessanta di Henri Cartier Bresson, Mario Cattaneo, Cesare Colombo, Bruce Davidson, Robert Doisneau, Eliot Erwitt, Izis, Mario Giacomelli, Paolo Monti, Willy Ronis, Lamberto Vitali, David Seymour; per l’epoca contemporanea, le immagini di Bruno Barbey, Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, John Batho, René Burri, Stefano Cerio, Raymond Depardon, Luigi Ghirri, Paolo Gioli, Guido Guidi, Jitka Hanzlovà, Guy Le Querrec, Raffaela Mariniello, Bernard Plossu, Pietro Privitera, Francesco Radino, Ferdinando Scianna.

La mostra è arricchita da una selezione di opere pittoriche, a cura di Mario Finazzi. Tra esse un importante dipinto sul tema di Giacomo Balla conservato al Museo del Novecento di Milano, accanto a manifesti di fiere di paese e sagre popolari. Importante anche l’installazione dell’ artista contemporanea Stephen Wilks “Donkey Roundabout” e le citazioni del film di Adriano Sforza “Jodi delle giostre”, vincitore del David di Donatello 2011.

L’esposizione si avvale della collaborazione con il Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino-Rovigo.

28 gennaio 2019

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