Presentato a Padova e a Rovigo il Bilancio Sociale 2015 della Fondazione

Il 15 giugno a Padova e il 16 giugno a Rovigo abbiamo presentato ai nostri stakeholder il Bilancio Sociale 2015 della Fondazione, giunto quest’anno alla tredicesima edizione e redatto secondo le Linee guida elaborate dall’Agenzia per il Terzo Settore nel 2011.

Il documento rendiconta l’operato e i risultati della Fondazione, con particolare riferimento alla governance, alla gestione del patrimonio e all’attività erogativa.

 

Le risorse assegnate nel 2015 sono state così distribuite: 8 milioni alla Ricerca scientifica, 8,8 milioni all’Istruzione, 11,6 milioni all’Arte e alle attività culturali, 7,2 milioni alla Salute e all’Ambiente, 11,6 milioni all’Assistenza e tutela delle categorie deboli, e complessivamente altri 3,2 milioni all’attività sportiva, alla protezione civile, alla sicurezza alimentare e all’agricoltura di qualità, a cui si aggiungono circa 145.000 euro destinati al Fondo nazionale iniziative comuni delle Fondazioni.50,5 milioni di euro assegnati nel 2015 a 495 progetti nelle province di Padova e Rovigo, con un aumento delle erogazioni pari a 8 milioni rispetto al 2014, e la chiusura del triennio 2013-2015 con un consuntivo di oltre 146 milioni di euro assegnati a 1.319 interventi. Questo, in sintesi, il quadro dell’attività erogativa della nostra Fondazione.

Viene confermato l’impegno di destinare 40 milioni di euro all’attività erogativa del 2016, derivanti per 30,1 milioni dall’avanzo di esercizio 2015 e per la parte restante dal fondo di stabilizzazione delle erogazioni che, al 31 dicembre 2015, ammontava ad oltre 145 milioni di euro. Ai 40 milioni di euro si aggiungeranno 4,6 milioni provenienti da risorse vincolate nel 2015 per specifici progetti oltre che da residui di risorse non utilizzate nel 2015.

 

Durante la presentazione del Bilancio Sociale sono state anche riconfermate alcune linee di sviluppo strategico della Fondazione che assumerà un ruolo sempre più attivo, promuovendo progetti volti soprattutto a creare nuove opportunità di lavoro e ad offrire ai giovani una formazione di eccellenza, oltre che significative prospettive occupazionali. Rimarrà alta l’attenzione verso i numerosi bisogni in ambito sociale, dalle nuove povertà alle diverse forme di disagio e emarginazione, fra le emergenze più gravi di questi anni.

 

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