Il 9 novembre a Segnavie umano e infinito a confronto

Si chiama James Webb, sarà grande come un campo da tennis e sarà pronto nel 2018: il suo compito sarà quello di sondare i misteri della nascita dell’Universo subito dopo il Big Bang, più di 13 miliardi di anni fa. Nel team NASA che sta lavorando alla sua costruzione c’è anche un italiano: l’astrofisico triestino Alberto Conti.

Mercoledì 9 novembre alle 17.45 Conti racconterà il suo lavoro al Piccolo Teatro Don Bosco a Padova, intervistato dal giornalista del Corriere della Sera Marzio Mian, nel nuovo appuntamento del ciclo di conferenze della Fondazione  Segnavie intitolato L’umano a confronto con l’infinito.

 

INGRESSO GRATUITO CON REGISTRAZIONE OBBLIGATORIA

Eventbrite - ALBERTO CONTI L'umano a confronto con l'infinito

 

Il suo primo telescopio lo ebbe nel 1978, a 12 anni.

Nel 2007 è l’ideatore di GoogleSky, gigantesco telescopio virtuale che permette agli utenti di navigare nello

spazio e visionare oltre 100 milioni di oggetti celesti e 200 milioni di galassie. Nel 2003 Conti ha raggiunto lo Space Telescope Science Institute. Dieci anni dopo, nel 2013, è entrato a far parte della Northrop Grumman Corporation, la società che sta costruendo il telescopio James Webb per la NASA.

Questo nuovo telescopio avrà tra i suoi obiettivi la comprensione dei primi istanti di vita dell’universo e la scoperta di pianeti extrasolari nei quali potrebbe formarsi – o potrebbe essersi già formata – la vita. Quando entrerà in funzione, a un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, continuerà quindi la ricerca della vita nell’Universo con una serie di nuovi strumenti che potrebbero darci indicazioni sulla natura della vita su altri pianeti.