Un mondo a rifiuti zero? L’esperto internazionale Michael Braungart a Segnavie

Utopia? No. Secondo l’ingegnere chimico Michael Braungart un mondo a rifiuti zero è possibile. Con l’approccio Cradle to Cradle (dalla culla alla culla), di cui è l’ideatore. Di che si tratta? Ce lo racconterà nel secondo appuntamento dell’ottava edizione di “Segnavie. Orientarsi nel mondo che cambia”, giovedì 5 aprile (ore 17.45) all’Orto Botanico di Padova. 

Il nostro obiettivo è un mondo deliziosamente diverso, sicuro, sano e giusto, con aria, acqua e terra pulite, energia prodotta economicamente ed ecologicamente, goduto con piacere!

— Michael Braungart

Cosa si può chiedere di più? A tutti piacerebbe sottoscrivere questa visione. Tuttavia Michael Braungart, ideatore dell’approccio C2C – Cradle to Cradle (che tradotto significa “dalla culla alla culla”), non si limita a suggerire un bell’orizzonte, ma si sta impegnando concretamente per trasformare un sogno in realtà.

I tecnici che progettano prodotti seguendo l’approccio C2C (Cradle to Cradle), siano essi una coperta per bambini o un edificio per la Ford Motor Company, guardano prima di tutto al risultato del loro intervento. Vogliono che ogni fase del processo ideativo prima e produttivo poi, dalla progettazione alla realizzazione, sia socialmente giusta, vantaggiosa dal punto di vista ambientale, abbia prestazioni elevate e si presenti esteticamente gradevole.

Che cos’è l’approccio Cradle to Cradle?

I progettisti C2C considerano l’intero ciclo di vita di un prodotto, dalla creazione con materiali sostenibili in modo che rispetti l’ambiente e le persone coinvolte nel processo di produzione, al completo riciclo dei materiali quando l’oggetto non sarà più utilizzato.

Fin dalla sua istituzione nel 1992, il paradigma C2C è cresciuto fino a includere un processo attraverso il quale i prodotti possono essere certificati “dalla culla alla culla”. Per ottenere la certificazione il prodotto deve rispondere a 5 precise caratteristiche: utilizzo di energie rinnovabili, tutela delle risorse idriche, utilizzo di materie prime atossiche, responsabilità sociale e recupero dei materiali.

Parola d’ordine: eco-efficacia!

Con il modello C2C, Braungart propone una terza via, alternativa sia alla crescita senza controllo sia alla decrescita felice. Una via che si concretizza nella parola d’ordine della “eco-efficacia” (ben diversa dalla eco-efficienza o sostenibilità ambientale), che si fonda su due concetti fondamentali:

  1. la progettazione di filiere di produzione che prevedano, a monte, il reinserimento dei materiali in successivi cicli produttivi;
  2. il passaggio dal concetto di vendita di prodotti al concetto di vendita di servizi (ad esempio car sharing e cohousing): acquistiamo solo la funzione, la proprietà dello strumento rimane a chi lo ha prodotto e vende il servizio.

Chi acquista beni certificati Cradle to Cradle può essere certo che, oltre ad essere di altissima qualità, sono stati prodotti al fine di aumentare la giustizia sociale e contribuire alla salute del pianeta.

QUANDO E DOVE

Giovedì 5 aprile 2018, ore 17.45
Auditorium Orto Botanico
Padova, Prato della Valle 57 C

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

Conferenza in lingua inglese. È disponibile la traduzione simultanea.

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I protagonisti

MICHAEL BRAUNGART
Ingegnere chimico. È fermamente convinto che l’essere umano possa aiutare l’ambiente ridisegnando la produzione industriale. Ex attivista di Greenpeace, è un “pensatore ambientale” dalle grandi capacità visionarie. Fondatore dell’Environmental Protection Encouragement Agency, Braungart insegna Ingegneria dei processi all’Università Leuphana di Lüneburg, dove dirige anche un master interdisciplinare sulla gestione del flusso di materiali. La sua disciplina, l’approccio Cradle to Cradle, è oggetto di insegnamento all’Università Erasmo di Rotterdam, in Olanda.

 

Intervistato da GABRIELE BECCARIA
È giornalista scientifico e responsabile di Tuttoscienze, il supplemento settimanale dedicato alla scienza e alla medicina del quotidiano La Stampa. Laureato in storia all’Università di Torino, ha conseguito un master of science in giornalismo alla Boston University e un leadership seminar alla Georgetown University di Washington. Si occupa di cronaca scientifica e dei temi più controversi che toccano i rapporti tra scienza e società.

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