Musikè: a che punto siamo?

Il 9 ottobre inaugureremo la seconda parte di Musikè, la rassegna di musica, teatro, danza promossa e organizzata dalla nostra Fondazione. E la prima parte? Per chi c’era, ma soprattutto per chi se l’è persa, vi raccontiamo com’è andata.

Storie dal Decamerone con Anna Foglietta

“Dove vivo io, tutto ha una voce”. Comincia così il monologo di Anna Foglietta, e così è cominciata l’ottava edizione di Musikè, la sera del 4 maggio a Padova nella Sala dei Giganti al Liviano.

Una guerra. Storie dal Decamerone è una lettura teatrale con accompagnamento di violoncello, dove Anna Foglietta è una madre che per salvare i figli affronta un viaggio nel Mediterraneo, ma è anche il mare su cui viaggia la barca, e la barca che viaggia su quel mare. La voce indifferente del mare e la voce insofferente della barca introducono la voce straziante della madre che in mare è costretta alla scelta più tragica di tutte: quale dei due figli abbandonare.

Infine, ecco la voce del figlio abbandonato alle onde: “Sono piccolo, ma capisco”. La musica si ferma, il pubblico trattiene il fiato. Boccaccio arriva qui, a tre quarti del racconto, come sogno impossibile: la novella di Catalina e Gentile è il ritorno alla vita di una creatura consegnata a morte certa e perciò creduta morta. Con un collegamento che rivela una sorprendente pertinenza, il testo allude alla tragedia dei migranti attraverso una storia d’amore a lieto fine: l’amore di una madre invita a sperare contro ogni speranza.

Capolavori del Novecento musicale con la Filarmonica Arturo Toscanini

Il colpo d’occhio, lo scorso 19 maggio al Teatro Verdi di Padova, non era solo quello dei 90 orchestrali sul palco, ma anche quello di una platea illuminata a giorno dai cellulari e dai tablet, che si sono accesi all’unisono per Romeo e Giulietta di Prokofiev, saccheggiato dagli spot e riproposto con smagliante freschezza dalla Filarmonica Arturo Toscanini: entusiasmo poco ortodosso, perché contrario all’etichetta che vorrebbe i dispositivi spenti, e insieme testimonianza della capacità di suggestione di una musica che non conosce confini di genere e di pubblico.

AquaDueO: uno spettacolo fatto di scienza, musica e ironia

Sarà pur vero che l’uomo è fatto per il 70% di acqua, ma l’acqua corrisponde solo al 5% del nostro pianeta, e solo il 5% dell’acqua del pianeta è potabile. La Banda Osiris si conferma campionessa di umorismo surreale: la Barcarola di Offenbach suonata con le bocce d’acqua finisce nella boccia sbagliata, quella che tira lo sciacquone; la preistoria del Cambriano viene evocata sulle note dei Carmina Burana, mimando con la testa sotto la giacca la gobba di Igor di Frankenstein Junior.

Surreali, ai nostri occhi, sono gli animali di quel periodo preistorico, serie di improbabili disadattati realmente esistiti, fantasmagorie di antenne e aculei di cui non si capisce quale sia il dritto e quale il rovescio. L’animale più debole e indifeso – “detto in termini scientifici: sfigatissimo”, chiosa il professor Telmo Pievani, affabile Cicerone, o dantesco Virgilio, di questo viaggio a ritroso nel tempo – è anche l’animale dalla struttura più semplice e simmetrica, preludio della specie umana prima della lotta per la vita: la selezione naturale avrebbe poi imposto la legge del più forte, o meglio, del più adatto, ma da quel disadattato sfuggito all’estinzione sarebbe nato l’uomo – che ora rischia di far estinguere il pianeta.

La danza contemporanea di Eko Dance Project

Conversando col pubblico dopo lo spettacolo, Pompea Santoro ha spiegato l’idea di agganciare il balletto classico alla realtà contemporanea. “Impossibile che una ragazza dorma per cento anni”: ecco perché la Bella Addormentata di Eko Dance Project non si punge con l’arcolaio, ma con l’ago di una siringa, scivolando nella tossicodipendenza; e Giselle non si trasforma in uno spettro (“che non è una cosa reale”), ma perde la ragione e impazzisce per amore: “una cosa che purtroppo può accadere”.

La lettura contemporanea smonta la fiaba, ma acquista un sapore particolare e paradossale in un teatro come il Balzan di Badia Polesine, che nel 1905 si punge con l’arcolaio e poi dorme per un secolo, rimanendo chiuso per cento anni. La Bella Addormentata esiste, e non è più uno spettro, ma un teatro redivivo, che per la prima volta ha ospitato uno spettacolo di danza di Musikè.

 

Questa, in sintesi, è stata la prima metà della rassegna. E la seconda sarà ancora più ricca (8 spettacoli!).

Ricominceremo dal teatro, con una prima nazionale

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Gli spettacoli di Musikè sono a ingresso gratuito con prenotazione, fino a esaurimento posti.
Le prenotazioni aprono 10 giorni prima di ogni spettacolo alle ore 18.