Indiana Jones è nato al Portello

Il 24 ottobre inaugura L’Egitto di Belzoni – Un gigante nella terra delle piramidi. Una mostra per celebrare un padovano tanto importante quanto poco conosciuto: Giovanni Battista Belzoni, il padre dell’egittologia mondiale che ha ispirato l’ideatore di Indiana Jones. Siete pronti a vivere l’emozione della scoperta?

Esiste modo migliore di ricordare un personaggio d’eccezione come Giovanni Battista Belzoni che ricreare le ambientazioni in cui ha svolto le sue scoperte?

La mostra L’Egitto di Belzoni, è stata organizzata dal Consorzio Città d’Arte del Veneto, e dall’agenzia di comunicazione Gruppo Icat, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova con il sostegno della nostra Fondazione e racconta una storia tra le più affascinanti e lo fa nel modo più efficace. Cercando di farla rivivere ai visitatori.

Belzoni è una figura leggendaria, a partire dalla sua statura. Figlio di un barbiere, poi diventato ingegnere, esploratore, archeologo, ha ispirato George Lucas nella creazione del personaggio di Indiana Jones per il film I predatori dell’arca perduta (1981).

Nessuno è profeta in Patria

Sebbene sia stato l’esploratore più importante del XIX secolo, in Italia la sua vita avventurosa e fuori dall’ordinario è pressoché sconosciuta; il suo nome non compare nei libri di storia. Ma il 2019 offre la possibilità di celebrarlo, tributandogli gli onori che merita.

Infatti nel 1819, 200 anni fa, Belzoni faceva il suo ritorno dall’Egitto, prima di partire per l’ultimo viaggio alla ricerca delle sorgenti del Niger che gli sarebbe costato la vita.

In questo importante anniversario, la sua città natale – Padova – rende omaggio alle gesta straordinarie di Giovanni Battista Belzoni con una mostra immersiva che farà rivivere i suoi viaggi.

Non bastava infatti portare l’Egitto a Padova, mobilitando prestigiosi materiali provenienti da musei italiani e europei, si è voluto anche tentare di riuscire a farlo vedere con gli occhi di Belzoni, accompagnando il visitatore dentro tombe mai violate, nei cunicoli bui delle piramidi, per fargli vivere l’entusiasmo di un’autentica scoperta. E rendendolo un vero e proprio attore sulla scena.

Una mostra immersiva

Le mostre immersive sono uno dei fenomeni più vivaci dell’industria culturale contemporanea, per la loro capacità di coinvolgere efficacemente un pubblico più ampio delle mostre convenzionali. Ormai questa tipologia di mostra non è più sinonimo di scarsa qualità e superficialità dei contenuti. Come ha scritto qualche tempo fa Massimiliano Tonelli su Artribune,

Le mostre multimediali rappresentano una risorsa preziosa, per promuovere il patrimonio culturale in maniera accessibile e intuitiva.

Le ricostruzioni di ambienti, tecnologia digitale ed effetti speciali rendono la mostra un luogo appassionante per grandi e piccoli, mentre i preziosi reperti esposti lo rendono interessante anche per i più esperti.

Saranno presenti oggetti recuperati personalmente da Belzoni, insieme ai prestigiosi pezzi d’antichità provenienti da musei italiani e stranieri, alcuni offerti allo sguardo dei visitatori per la prima volta.

Un ingegnere atipico ad Alessandria d’Egitto

Giovanni Battista Belzoni sembra aver vissuto molte vite nei suoi intensi 45 anni. Nasce al Portello, a Padova, ma presto si sposta a Roma, Londra, Parigi e in Olanda prima di approdare in Egitto. Uomo dall’ingegno multiforme, ingegnere, esploratore di intuito, coraggioso avventuriero e attore di teatro, era guidato da un solo amore: il desiderio di allargare i confini di ciò che è conosciuto.

La sua figura assume a tratti tinte mitologiche. Nei suoi tre viaggi in Egitto, ripercorribili all’interno della mostra, compie imprese al di là dell’immaginabile. A lui dobbiamo il disseppellimento di templi, il trasporto di statue colossali, la scoperta di tombe leggendarie e di intere città come Berenice, sul Mar Rosso.

Nel 1819 torna a Padova. Ma la fama non gli basta, il mal d’Egitto non si assopisce in lui. Morirà durante una spedizione facendo ciò che più amava, in circostanze avvolte dal mistero.

Per rivivere l’emozione della scoperta ed entrare nel mondo delle piramidi, vi aspettiamo al Centro Culturale San Gaetano, a Padova. L’Egitto vi attende in Via Altinate!

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